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sabato 2 luglio 2011

Si è spento il Cavaliere del lavoro Giovanni Gabetti

01-07-2011

È con grande commozione che vi comunico la scomparsa del Cavaliere del Lavoro Giovanni Gabetti,  un uomo di forte carisma, che con la sua grinta e le sue idee innovative e straordinarie ha scritto la storia dell'Immobiliare in Italia.  La sua passione e lungimiranza gli hanno permesso di realizzare il suo sogno imprenditoriale, dedicando tutta la propria vita allo sviluppo dell'azienda e alla creazione del Gruppo Gabetti, a partire dall'apertura della prima agenzia torinese, avvenuta nel 1950.

Il Gruppo continuerà a operare ispirandosi alla storia e ai valori trasmessi dal suo fondatore.


Ugo Giordano

La Gabetti di Siracusa esprime le sue più sentite condoglianze alla famiglia per la perdita di un uomo il cui nome resterà vivo nella storia per i valori e l'esempio che ha trasmesso in tutti questi anni.

martedì 28 giugno 2011

STORIA DI SIRACUSA

Avete spesso sentito dire che Siracusa è la più grande città greca, e la più bella di tutte. La sua fama non è usurpata: occupa una posizione molto forte, e inoltre bellissima da qualsiasi direzione vi si arrivi, sia per terra che per mare, e possiede due porti quasi racchiusi e abbracciati dagli edifici della città. Questi porti hanno ingressi diversi, ma che si congiungono e confluiscono all'altra estremità. Nel punto di contatto, la parte della città chiamata  l' isola , separata da un braccio di mare, è però riunita e collegata al resto da uno stretto ponte. La città è così grande da essere considerata come l'unione di quattro città, e grandissime: una di queste è la già ricordata  "isola ", che, cinta dai due porti, si spinge fino all'apertura che da accesso ad entrambi. Nell ' isola  è la reggia che appartenne a lerone II, ora utilizzata dai pretori, e vi sono molti templi, tra i quali però i più importanti sono di gran lunga quello di Diana e quello di Minerva, ricco di opere d'arte prima dell'arrivo di Verre.
  All'estremità dell'isola è una sorgente di acqua dolce, chiamata Aretusa, di straordinaria abbondanza, ricolma di pesci, che sarebbe completamente ricoperta dal mare, se non lo impedisse una diga di pietra.
L'altra città è chiamata Acradina, dove è un grandissimo Foro, bellissimi portici, un pritaneo ricco di opere d'arte, un'amplissima curia e un notevole tempio di Giove Olimpio; il resto della città, che è occupato da edifici privati, è diviso per tutta la sua lunghezza da una larga via, tagliata da molte vie trasversali.
 La terza città, chiamata Tycha perché in essa era un antico tempio della Fortuna, contiene un amplissimo ginnasio e molti templi: si tratta di un quartiere molto ricercato e con molte abitazioni.
La quarta viene chiamata Neapolis ( città nuova), perché costruita per ultima: nella parte più alta dì essa è un grandissimo teatro, e inoltre due importanti templi, di Cerere e di Libera, e la statua di Apollo chiamata Temenite, molto bella e grande, che Verre, se avesse potuto, non avrebbe esitato a portar via.